Storia del flamenco

FLAMENCO

 musica arte danza

il flamenco non è solo una danza, ma un modo di essere, di sentire, di vivere. Nei corsi di flamenco si respira la cultura del Sud della Spagna attraverso la musica, la danza, lo studio di ogni dettaglio dell’arte del flamenco. 

Movimento delle mani e del corpo, battito dei piedi, ascolto e comprensione dei vari ritmi (palos) del flamenco, improvvisazione nel baile, apprendimento  di una coreografia, studio delle sevillanas (folklore tipico di Sevilla) e tecnica sotto ogni aspetto, sono alla base dei corsi di flamenco dove la formazione professionale  diventa predominante.

Spettacoli, saggi, feste sono momenti importanti per allievi e professionisti che si mettono in gioco, si esprimono, mettono in pratica lo studio quotidiano, vivono e respirano insieme la passionalità e la forza della  cultura flamenca come accade nei “rincon” più tradizionali dell’Andalusia.

Emozione, arte  e cultura si fondono in completa sintonia con il “duende” flamenco.

Cenni storici sul flamenco:

Il flamenco è’ una forma d’arte che affonda le radici nell’’intreccio di diverse tradizioni culturali e musicali appartenenti a popoli nomadi che nel corso dei secoli si fondono con la popolazione dell’Andalusia. Rappresenta una forma di espressione nella quale tali popoli ricercano una precisa identità culturale. Dalla fusione tra cante, danza e musica emergono con forza desiderio di libertà e di affermazione, mentre una compresenza di gioia e dolore s’intreccia con una visione fatalista della vita che ha proprio le sue origini nell’antica e perenne miseria che per secoli ha caratterizzato l’Andalusia.

Il flamenco patrimonio immateriale dell’Umanità (UNESCO)

Il consiglio generale dell’Unesco riunito a novembre 2010 a Nairobi, in Kenia, ha dichiarato il Flamenco Patrimononio Culturale Immateriale dell’Umanità, nel corso della  sessione durante la  quale è stato protetta con la stessa denominazione anche la Cucina Mediterranea.

Lo stesso organismo aveva rifiuato la candidatura delFlamenco a questo prestigioso riconoscimento cinque anni fa, e nel corso di questo tempo il lavoro svolto dalle istituzioni responsabili della diffusione di questa forma artistica e della formazione dei musicisti autori e ballerini, ha dato i suoi frutti, finendo per garantire la protezione di uno dei prodotti culturali più notevoli e famosi della Spagna.

La denominazione rappresenta al tempo stesso un privilegio ed una responsabilità, e le reazioni dell’opinione pubblica spagnola e degli enti preposti alla diffusione del Flamenco coincidono nel considerarla una grossa opportunità. In quest’ottica, la notizia del riconoscimento dell’Unesco ha da una parte suscitato fiducia nel mondo artistico per il sicuro aumento delle possibilità economiche di chi vive di Flamenco, ed ha necessariamente spinto le istituzioni pubbliche ad annunciare l’immediato avvio di programmi volti a diffondere ancora di più l’arte andalusa per eccellenza nel mondo dell’educazione (in cui è già presente con alcuni corsi di laurea dedicati) e del turismo.

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